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Non ci interessano i primati, ma il successo formativo dei nostri studenti

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Non ci interessano i primati, ma il successo formativo dei nostri studenti

Mentre mi accingo a scrivere queste righe a commento dell’annuale Rapporto di Eduscopio, realizzato dalla Fondazione Agnelli, come strumento di orientamento per la scelta delle scuole superiori, ho appena letto la critica rivolta al Rapporto Eduscopio da parte di un’importante organizzazione sindacale.

          L’addebito: perseguire una vecchia logica “gentiliana”, dal nome di Giovanni Gentile, Ministro della Pubblica Istruzione, secondo la denominazione di un tempo, nel primo governo Mussolini, nonché artefice della riforma del 1923 fondata sul primato dei Licei.

          Diciamo la verità: quella logica è tuttora incredibilmente presente, nel linguaggio corrente, nonostante, nel frattempo, sia trascorso un secolo.

          Quando, tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, poche settimane fa, stampa e televisione hanno parlato dei provvedimenti predisposti dal governo con il DPCM del 3 novembre, sulla scuola i commentatori si sono limitati a parlare genericamente dei Licei. Gli altri indirizzi di studi, nella scuola superiore, non pervenuti.

          È  un limite grave, non solo per gli Istituti tecnici e professionali, ma anche per il nostro Paese, che si preclude la possibilità di sviluppare percorsi di studio fondamentali per un’idea moderna e innovativa di scuola.

          In particolare, l’istruzione tecnica, specie quella legata alle tecnologie più avanzate della cosiddetta “quarta rivoluzione industriale” in corso, è a fondamento di prospettive di sviluppo di competenze fondamentali come quella digitale.

          Non si deve avere alcun timore, alcuna soggezione culturale, ad affermare il valore dell’istruzione tecnica.

          Non solo perché essa è parte del sistema produttivo, ma anche perché il concetto di umanesimo è talmente ricco da comprendere la scienza, la tecnologia e le loro applicazioni.

          Un Istituto tecnico come l’ITIS “Carlo Zuccante” è laboratorio di questo connubio: una solida formazione culturale unita ad un profilo professionale ben orientato verso le nuove tecnologie, può garantire un diploma spendibile e, allo stesso tempo, la possibilità di proseguire gli studi all’Università.

          La crisi in atto determinerà attese di tempistiche più brevi verso il titolo di studio.

          Detto questo, il Rapporto di Eduscopio mette in evidenza, nell’area metropolitana veneziana, il buon lavoro dell’ITIS “Carlo Zuccante”. Merito di una identità, che tuttora si rinnova, grazie al lavoro dei suoi docenti e del suo personale ATA.

          Non ci interessano i primati. L’unica gara che ci appassiona è quella a favore del diritto all’apprendimento e del successo formativo dei nostri giovani.

Eduscopio 2020

 

Marco Macciantelli

Dirigente scolastico ITIS “Carlo Zuccante”

 

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