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No ai carri armati, sì all'autodeterminazione dei popoli

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No ai carri armati, sì all'autodeterminazione dei popoli

 

Tra le missioni educative della scuola è un'idea di cittadinanza fondata sui valori costituzionali. Alcuni articoli della Carta promulgata all'indomani della seconda guerra mondiale - approvata dall'Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947, promulgata il 27 dicembre, entrata in vigore il 1º gennaio 1948 - sono rilevanti proprio per questo. Mi limito a ricordarne due, entrambi tra i Principi Fondamentali. L'art. 2: "La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo". L'art. 11: "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali...". Qui è espressa la volontà di un congedo - radicale e definitivo - da una politica di sopraffazione delle persone e dei popoli.

La scuola deve richiamarsi a questo patrimonio ideale specie nel momento in cui le immagini restituiscono lo scempio dei carri armati che schiacciano una terra sovrana, il suo popolo, le sue istituzioni, come sta accadendo in queste ore da parte della Russia ai danni dell'Ucraina. La pace non è retorica, ma ragionevole e realistica comprensione del fatto che la guerra produce solo guasti, distruzioni, ingiustizie, vittime innocenti. L'uccisione dell'altro è sempre un delitto.

L'Ucraina non è solo una nazione che ci auguriamo possa uscire al più presto da questo incubo ed essere restituita alla propria autodeterminazione. Gli ucraini sono parte delle nostre comunità, anche nell'area metropolitana veneziana, anche nella comunità mestrina, anche tra i banchi della nostra scuola. Non devono sentirsi soli. A loro va il nostro accogliente abbraccio solidale e fraterno. Lo spirito di pace va vissuto anche con i piccoli gesti. Ci adopereremo perché nelle nostre aule, tra studenti di origine ucraina e studenti di origine russa, prosegua il dialogo, l'amicizia, l'unione.

Diceva Sandro Pertini, Presidente della Repubblica e partigiano: "Io sono orgoglioso di essere cittadino italiano, ma mi sento anche cittadino del mondo, sicché quando un uomo in un angolo della terra lotta per la sua libertà ed è perseguitato perché vuole restare un uomo libero, io sono al suo fianco con tutta la mia solidarietà di cittadino del mondo".
 

Marco Macciantelli
Dirigente scolastico Istituto Tecnico "Carlo Zuccante"
 

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