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Render conto per rendersi conto

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Render conto per rendersi conto

         Da tempo si parla di accountability, espressione inglese entrata nel lessico in relazione all’esigenza di un rendiconto trasparente di ciò che la pubblica amministrazione, anche in campo scolastico, realizza a favore dell’utenza. I presupposti nella legge 7 agosto 1990, n. 241, di riforma del procedimento amministrativo, in un senso più interattivo con le legittime istanze del cittadino.

         La rendicontazione sociale, quindi, come tangibiile restituzione alla comunità, in termini di risultati conseguiti, con evidenza pubblica, delle risorse che sono state conferite alla scuola, per adempiere ai suoi compiti, dalla filiera istituzionale.

         Un altro atto, non privo di un certo rilievo, è stata la Direttiva del Ministro della Funzione Pubblica sulla rendicontazione sociale nelle amministrazioni pubbliche del 7 febbraio 2006.

         Poi l’idea di rendicontazione è entrata a far parte dei dispositivi previsti dal Sistema nazionale di valutazione, istituito con l’art. 2 comma 4-undevicies del decreto-legge del 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, nella legge 26 febbraio 2011, n. 10.

         Sino al DPR 28 marzo 2013, n. 80, Regolamento sul sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione, e alla direttiva 18 settembre 2014, n. 11, trasmessa con la circolare 21 ottobre 2014, n. 47. Per i dirigenti è bene tener presente la direttiva del 18 agosto 2016, n. 36 e alle successive Linee-guida del 21 settembre 2016.

         Il sistema riprende sostanzialmente lo schema CIPP: Contest (contesto), Input (risorse), Process (funzionamento), Product (risultati).

         A sua volta il “ciclo di miglioramento”, previsto dall’art. 6 del DPR 80/2013, Procedimento di valutazione, è stato articolato in quattro momenti: autovalutazione, valutazione esterna, azioni di miglioramento, rendicontazione sociale; in modo analogo al “ciclo della gestione”, suddiviso in analisi strategica, pianificazione strategica, controllo di gestione, rendicontazione sociale.  

         Come si può osservare, in entrambi i casi, sia il “ciclo di miglioramento” sia il “ciclo gestionale”, rimandano all’esigenza di promuovere un’amministrazione, compresa quella scolastica, più orientata a considerare i risultati in rapporto, non solo ai compiti fissati dall’ordinamento, ma anche alle attese del contesto sociale.

         Con la legge 107 del 13 luglio 2015 la programmazione scolastica ha assunto una più accentuata periodicità triennale. Il primo triennio del Piano triennale dell’offerta formativa (PTOF) negli aa.ss. 2015/2016 2016/2017 2017/2018. Il secondo triennio dall’a.s. corrente 2019/2020.

         Teoricamente, la Rendicontazione sociale avrebbe dovuto aver luogo alla fine del primo triennio. La direttiva 11/2014 l’aveva prevista per l’a.s. 2016/2017. Non è stato così. La Nota Miur n. 2182 del 28 febbraio 2017 l’ha differita di due anni, dall’a.s. 2018/2019, in tal modo “riallineando” la conclusione del primo PTOF con l’avvio della prima Rendicontazione sociale.

         A sua volta la nota Miur n. 17832 del 16 ottobre 2018, Il Piano triennale dell'offerta formativa (PTOF) 2019/2022 e la Rendicontazione sociale (RS), ha previsto una struttura di riferimento, a partire dal 17 ottobre 2018, su una piattaforma realizzata all’interno del portale SIDI, che le scuole possono liberamente adottare, con cinque sezioni: l) La scuola e il suo contesto. 2) Le scelte strategiche. 3) L'offerta formativa. 4) L'organizzazione. 5) Il monitoraggio, la verifica e la rendicontazione. Importante sul tema anche la Nota del Miur n. 10701 del 22 maggio 2019.

         Sicché PTOF, RAV e Rendicontazione sociale (RS) sono strettamente correlati. Non a caso, nell’ultimo Collegio dei docenti del 19 dicembre, si è avuto modo di riprendere contestualmente in esame questi tre atti.

         Il PTOF approvato dal Collegio dei Docenti nella seduta del 29 ottobre e in quella del 19 dicembre ulteriormente integrato; il Rapporto di autovalutazione (RAV) pubblicato sulla piattaforma del MIUR “Scuola in chiaro” il 5 dicembre scorso; il 12 dicembre, la pubblicazione, anch’essa in “Scuola in chiaro”, della Rendicontazione sociale.

         Documenti che potranno essere ripresi e perfezionati e che definiscono l’approccio, l’idea di scuola, il progetto educativo, l’attitudine all’ascolto e alla relazione con il contesto sociale di cui si vuole dotare e che vuole esprimere l’ITIS “Carlo Zuccante”. In modo ordinato, tempestivo, nel pieno rispetto delle scadenze.

         Desidero ringraziare, per il loro contributo, nella predisposizione della Rendicontazione sociale, in modo particolare, la Professoressa Silvia Giantin e il Professor Marco Manfrin.

                                                                                M.M.

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